Visioni Contemporanee: tutte le strade che si aprono
Una plenaria a Pesaro, una residenza a Viagrande, una piazza piena e nuovi volti in squadra. Bruno apre la scatola del 2024 e scopre che il festival era soltanto una parte del viaggio.
Milo, guarda questa foto di Orazio. Ha la faccia di uno a cui hanno appena spostato la regia audio in un altro continente.
Forse perché alla fine del 2024 il suo lavoro in IterCulture sta cambiando. Dopo la logistica, il backstage, le compagnie e mille emergenze, comincia a occuparsi anche di programmazione e ospiti internazionali. Aveva perfino pensato alla tecnica audio e luci: ne aveva parlato con Selina Bassini, incontrata attraverso il mondo della danza.
Ma quella foto è davvero Orazio? Adesso è diverso!
È lui, qualche anno prima. Dovresti vedere le vecchie foto di Dario: se non fosse per i capelli rossi, non lo riconosceresti. Per capire la faccia di Orazio, però, dobbiamo riavvolgere l’anno.
Da Pesaro alla Sicilia
Nel 2024 IterCulture entra nel Network Anticorpi XL, la rete dedicata alla giovane danza d’autore. Alla sua prima plenaria, a Pesaro, la squadra incontra operatori da altre regioni. Partecipa ai percorsi di selezione della Vetrina della giovane danza d’autore, di ResiDance e di Danza Urbana XL. Sono relazioni e decisioni che impegnano tutto l’anno, insieme alle attività realizzate in diversi Comuni siciliani.
Quindi la danza arriva qui, ma IterCulture viaggia anche fuori dall’isola. Sono due frecce sulla stessa mappa!
Esatto. Una di quelle frecce porta a Viagrande Studios. Con la collaborazione di Mariella Cirillo SSD, IterCulture ospita per la prima volta una residenza di ResiDance: Giulio Petrucci e Jari Boldrini, il Collettivo Giulio e Jari, lavorano a NUBLA, progetto ideato da Fabrizio Favale.
Aspetta, scrivo: Giulio, Jari, NUBLA, Fabrizio… Mi sto già cassariando. E siamo soltanto all’inizio?
Siamo all’inizio. Tieni quella foto: più avanti capirai quanto spazio avranno le residenze nella nostra storia.

Chi entra per curiosità, chi trova una strada
Questa la conosco! È Robertavenera, la mia amica delle dirette. Dopo il tirocinio e il volontariato pensavo che il suo ruolo fosse farmi le coccole. E invece eccola sul palco, con la cartella in mano!
È arrivata nel 2021. Nel 2024 Robertavenera Gambino lavora con sempre maggiore autonomia al concorso e al rapporto con le compagnie. In seguito diventerà un riferimento per la programmazione e la segreteria organizzativa. Tu conosci la sicurezza con cui parla oggi; qui puoi vedere quanta esperienza ci sia dietro.
Alla prossima diretta le chiedo prima come vanno gli artisti. Poi le coccole.


Nello stesso anno Giuliana Trovato, danzatrice di Viagrande Studios, chiede timidamente di vedere come si lavora dietro il festival. È la sua maestra Claudia Migliori, direttrice di Viagrande Studios gestita da Mariella Cirillo SSD, a suggerirle di entrare come volontaria nell’ufficio. Giuliana segue l’info point, lo spazio Sostieni Teatri Riflessi, l’accoglienza e altre attività. Non sa ancora che la sua ricerca fra danza, educazione e cura delle persone troverà in seguito spazio anche nel progetto Risuonare.
Quindi non doveva scegliere subito una sola Giuliana?
Aveva bisogno di tempo per provare. Anche Claudia si avvicina sempre più: inizialmente collabora con IterCulture attraverso Viagrande Studios e partecipa alla commissione consultiva dei corti; poi diventa socia e componente attiva del festival. Negli anni successivi condividerà la direzione tecnica con Valerio Santi, attore e regista del Teatro L’Istrione. Dal lavoro nasceranno altri percorsi e un’amicizia profonda.
E Sofia? La famosa notte della tesi è vera?
Sì. Dario, Valerio e Sofia Fasone aiutano Robertavenera con la revisione della tesi; intanto Bianca e Biagio si scambiano coccole con lei. Il gruppo invita poi Sofia a fare un tirocinio in traduzione e interpretariato. Al festival affronta la sua prima esperienza ufficiale come interprete: simultanea e consecutiva. La consecutiva è la sua passione; già con un solo microfono dimostra un talento straordinario.
Bianca e Biagio, invece, erano responsabili delle pause di benessere. Mi pare un incarico essenziale.


Simona Trovato trova il coraggio di seguire la passione per i social media. Si misura anche con marketing e comunicazione; la strada che sta scegliendo la porterà a curare i canali di IterCulture e di altre realtà.
Perdiamo però una campionessa della lotteria.
Guadagniamo una Simona contenta del proprio lavoro. E i suoi reel.
Nei pomeriggi Emanuela Di Grigoli coordina molte attività: i volontari, gli allestimenti, i laboratori per bambini e ragazzi, le presentazioni di libri e i momenti di confronto. Per Testi Riflessi collabora con Grazia Calanna. Anche Ilaria Mirenna è una presenza importante: guida la comunicazione del festival nel 2023 e nel 2024, prima di seguire un altro percorso e concludere gli studi universitari.
Ricapitolo: Emanuela conosce i libri, gli autori, i laboratori, i forum e pure le persone che costruiscono il parco. Ma i suoi pomeriggi quante ore hanno?


Una conferenza, un parco, una piazza
Questa sembra una foto di famiglia molto seria. Chi sono tutti?
Sono nella Sala Consiliare del Comune di Zafferana Etnea, per la conferenza stampa: da sinistra il vicesindaco Salvo Coco, Ilaria, Emanuela, Dario, Valerio, Robertavenera, Claudia e Giuliana. Di lì a poco nella stessa sala le giurie discuteranno i premi di categoria, accompagnate da granite, brioche, graffe e altri dolci siciliani.

Nell’album ci sono anche fotografie meno ufficiali. Qui Ilaria accoglie le persone, là qualcuno fa domande ai giovani artisti. Ma il festival comincia già prima che si accendano le luci?
Certo. Ilaria Mirenna accoglie le giurie davanti al Punto Info, mentre Giuliana lavora alle sue spalle. Nei pomeriggi staff, artisti, spettatori e giurati si fermano a parlare: alcuni di quegli incontri alimenteranno la comunità di Comizi, ispirata anche ai Comizi d’amore di Pasolini.


Intanto il TRWorkCamp si allunga fino a venti giorni. Robertavenera lo coordina con una volontaria internazionale; nel 2024 è Blandine, che lascia alla squadra molti ricordi e molte risate. Con Ada Baran e gli altri volontari costruisce allestimenti, castelli e frecce per orientarsi nel parco, usando materiali di recupero. Emanuela li accompagna, mentre Dario e Giuliana contribuiscono con qualche pastrocchio.
Voglio vedere quei castelli! E magari seguire una freccia per arrivare direttamente ai dolci.
Prima guarda chi li ha costruiti. Nel 2024 il campo di Lunaria riunisce sedici volontari internazionali: un gruppo che IterCulture ricorda ancora con affetto. Blandine Duchemin e Maria Duñó Puig salgono anche sul palco per raccontare che cosa hanno vissuto nel TRWorkCamp.
Tutti e sedici? Allora per la foto di famiglia mi serve un album intero! Possiamo scrivere che è stato il miglior campo Lunaria di sempre?
Possiamo scrivere che, per chi lo ha vissuto, è stato davvero speciale. E che quelle persone sono rimaste nel cuore della squadra.


Segui invece questa foto della piazza. Per Swan di Gaetano Palermo, con Rita Di Leo in scena, la gente si ferma intorno alla performance: c’è chi guarda in piedi, chi dalle panchine, chi dai tavoli dei locali. È uno dei momenti che spinge IterCulture a portare sempre più spettacoli fuori dal parco e dal Teatro Falcone e Borsellino. Negli anni successivi anche alcuni corti in concorso incontreranno il pubblico in piazza.
In ufficio amate tutti i lavori di Gaetano. E Rita adesso la conoscete bene, vero?
Molto. Nel 2024 non sapevamo ancora che lei e Gaetano, entrambi originari di Adrano, sarebbero entrati in modi diversi nella nostra storia. Oggi Rita collabora con noi anche come giurata; fa parte della direzione condivisa della Fondazione Federico Cornoni e organizza a Parma il festival Canile Drammatico. Ma torniamo alla piazza: guarda quante persone si fermano perché l’arte è lì, nel luogo che attraversano ogni giorno.

Nel festival trovano spazio anche la residenza di Jacopo Giacomoni per È solo un lungo tramonto, il lavoro con i libri, le opere video e una serata dedicata alla giovane danza di Anticorpi XL. Accanto a Swan arrivano Cuma di Michele Ifigenia Colturi e A Solo in the Spotlights di Vittorio Pagani. È un’edizione fatta di palchi, sentieri, schermi, parole e incontri.


Visioni Contemporanee… ecco perché in casa ci sono cuffie, mixer e visori. Io pensavo preparaste una silent disco segreta!
Le cuffie possono servire anche a una festa. Qui aiutano l’interpretariato; schermi e visori aprono altri modi di incontrare la danza. Nel 2024 Visioni Contemporanee è il tema dell’edizione. Dal 2025 diventerà il nome di una sezione per videodanza e linguaggi multimediali, che crescerà con nuovi partner. Questa parte della scatola si apre nei capitoli successivi.
Una foto con tante persone. Dopo la finale, sul palco ci sono vincitori, staff, tirocinanti e volontari. A destra si vede anche il premio realizzato da Mary Imbiscuso. Questa fotografia racconta chi rende possibile l’incontro, oltre a chi riceve il riconoscimento.

Aspetta, Milo: in queste fotografie ci sono persone che conosco e altre che non ho mai visto in ufficio. Sono tutte parte della storia?
Sì. Rosanna La Malfa accompagna Teatri Riflessi dai tempi delle edizioni ai Benedettini e assegna anche un premio. Con lei c’è la squadra di Mood. Guarda Giulia, sua figlia: da piccola si addormentava sulle sedie durante le serate del festival; oggi lavora nella comunicazione e la sua realtà collabora con IterCulture.
Quindi si può crescere insieme a un festival. E qui al Forum? Dario parla, Robertavenera coordina e Sofia e Valerio sembrano impegnatissimi!
Stanno lavorando all’interpretariato. È uno dei modi in cui il festival permette a persone di lingue diverse di partecipare alla stessa conversazione.


Una grafica, tante voci
Ho trovato le grafiche di Babak. Ogni anno sono diverse, ma sembrano parlarci dalla stessa famiglia.
Babak Safari, grafico iraniano che vive in Polonia, propone una collaborazione nel 2024. Da allora darà forma alle visioni dei progetti di IterCulture. È un legame artistico e umano che cresce a distanza.
Si può essere di famiglia anche se si è lontani?
Lo stai chiedendo a me? Più avanti parleremo anche di come si possa sostenere chi ha bisogno di far sentire la propria voce. Quella, però, è un’altra scatola.
Va bene. Ma nel 2026 ho visto Dario e Valerio con le unghie dipinte con tantissimi colori. Poi Orazio mi ha spiegato che quelli sono i colori presenti nelle bandiere della Palestina e dell’Ucraina. Non avevo ben capito, fino a questo momento. E io, invece, che mi aspettavo da un momento all'altro che usassero anche i colori della bandiera dei grandi peluche famosi!
Non credo che esista, però possiamo disegnarla. Per quanto riguarda quelle altre storie, ne parleremo quando arriverà il momento.
Aspetta, questa è una maglietta di Teatri Riflessi! Nel 2026 ne ho viste di tantissimi colori e con disegni diversi. Devo iniziare una collezione?
Puoi cominciare da quella indossata da Dario: fa parte delle magliette generiche di Teatri Riflessi, disponibili in tanti colori, con una grafica ideata da Sofia Rana. Dal 2026 sono arrivate anche le magliette dedicate alle singole edizioni: due colori per ciascuna, con le immagini create da Babak Safari per le edizioni dal 2024 in poi. Puoi scegliere le facce di Teatri Riflessi oppure portare sulla schiena la visione di un anno preciso.
Allora quella del 2024 è un ricordo che posso indossare. Però per la mia taglia servirà una linea peluche.
Il concorso, la comunità, le possibilità
Intanto il Concorso Internazionale di Corti Performativi riceve oltre 370 candidature e seleziona 13 opere. Arrivano compagnie da molti Paesi e operatori che possono conoscerle, discutere il loro lavoro, offrire premi, residenze e possibilità di circuitazione. A vincere il Miglior Corto è Matomari No Nai, di Catarina Casqueiro e Tiago Coelho, premiato anche per la regia e riconosciuto dal pubblico, dalle compagnie e dalla critica.
Quindi non vengono soltanto perché avete mandato un invito gentile?
Ora molti scelgono Zafferana perché qui trovano confronto, pubblico, altri artisti e possibilità professionali. Un articolo di UnictMagazine racconta l’Etna che diventa una meta per la scena contemporanea internazionale: ci sono persone e istituzioni che colgono ciò che sta nascendo.
E tutte le istituzioni del territorio lo vedono?
Non ancora tutte, neppure dopo i riconoscimenti arrivati negli anni successivi. Ma ci sono anche persone e realtà che sostengono questo lavoro e ne comprendono il valore. La storia è ancora aperta, Bruno. Noi saremo qui a guardare se le cose cambieranno.
Mi sembra che tutti trovino una strada nuova. Anche Orazio, quello della prima foto.
Continua a occuparsi delle tecnologie e delle piattaforme di IterCulture; fuori dall’associazione lavora nella cybersecurity. Dentro dedica tempo e risorse a questo progetto insieme a Dario. La programmazione e le relazioni internazionali aggiungono un’altra direzione a ciò che già sa fare. Non serve cancellare una passione per provarne un’altra.
Succede anche a Giuliana, Sofia e Simona. Robertavenera aveva cominciato prima. Tutti entrano con una piccola idea e poi ne scoprono una più grande?
A volte sì. Dario e Valerio tengono alla formazione perché imparare a organizzare, tradurre, comunicare o scegliere uno spettacolo aiuta anche a capire quale vita professionale desideri. È una delle radici di Futuri Possibili: strumenti per scegliere se lavorare con IterCulture, restare in Sicilia oppure portare altrove quello che si è appreso. Nel 2025 quel percorso prenderà una forma più chiara, e alcune persone inizieranno a lavorare stabilmente per l’associazione.
E se la realtà supera il piccolo sogno con cui eri arrivato?
Si fa spazio. Per chi resta, per chi parte e per chi non sa ancora che un giorno busserà alla porta. Le oltre cinquanta attività gratuite e le più di tremila presenze del 2024 raccontano la crescita del progetto. Le fotografie, forse, mostrano meglio la cosa che tu, Bruno, hai trovato nella scatola: una comunità che si allarga mentre le persone trovano la libertà di diventare sé stesse.
Allora lascio un posto libero vicino a me.
È un bel modo di prepararsi al prossimo capitolo.
Il 2024, visto e ascoltato
Abbiamo sfogliato tutte queste fotografie. Milo, ma se la scatola contenesse anche immagini che si muovono?
Contiene il trailer e un racconto dell’edizione. Così puoi vedere il parco, le persone e gli spettacoli di cui abbiamo parlato.
Il trailer di Teatri Riflessi 2024
Il racconto dell’edizione
Vuoi ascoltare anche la presentazione dell’edizione? Guarda la conferenza stampa del 2024 su YouTube.

