Milo e Bruno raccontano IterCulture · Capitolo 5 · 2024

Visioni Contemporanee: tutte le strade che si aprono

Una plenaria a Pesaro, una residenza a Viagrande, una piazza piena e nuovi volti in squadra. Bruno apre la scatola del 2024 e scopre che il festival era soltanto una parte del viaggio.

Bruno

Milo, guarda questa foto di Orazio. Ha la faccia di uno a cui hanno appena spostato la regia audio in un altro continente.

Milo

Forse perché alla fine del 2024 il suo lavoro in IterCulture sta cambiando. Dopo la logistica, il backstage, le compagnie e mille emergenze, comincia a occuparsi anche di programmazione e ospiti internazionali. Aveva perfino pensato alla tecnica audio e luci: ne aveva parlato con Selina Bassini, incontrata attraverso il mondo della danza.

Bruno

Ma quella foto è davvero Orazio? Adesso è diverso!

Milo

È lui, qualche anno prima. Dovresti vedere le vecchie foto di Dario: se non fosse per i capelli rossi, non lo riconosceresti. Per capire la faccia di Orazio, però, dobbiamo riavvolgere l’anno.

Ritratto di Orazio Morace pubblicato nell'archivio IterCulture
Orazio, in una fotografia di qualche anno prima.
La mappa si allarga

Da Pesaro alla Sicilia

Milo

Nel 2024 IterCulture entra nel Network Anticorpi XL, la rete dedicata alla giovane danza d’autore. Alla sua prima plenaria, a Pesaro, la squadra incontra operatori da altre regioni. Partecipa ai percorsi di selezione della Vetrina della giovane danza d’autore, di ResiDance e di Danza Urbana XL. Sono relazioni e decisioni che impegnano tutto l’anno, insieme alle attività realizzate in diversi Comuni siciliani.

Bruno

Quindi la danza arriva qui, ma IterCulture viaggia anche fuori dall’isola. Sono due frecce sulla stessa mappa!

Milo

Esatto. Una di quelle frecce porta a Viagrande Studios. Con la collaborazione di Mariella Cirillo SSD, IterCulture ospita per la prima volta una residenza di ResiDance: Giulio Petrucci e Jari Boldrini, il Collettivo Giulio e Jari, lavorano a NUBLA, progetto ideato da Fabrizio Favale.

Bruno

Aspetta, scrivo: Giulio, Jari, NUBLA, Fabrizio… Mi sto già cassariando. E siamo soltanto all’inizio?

Milo

Siamo all’inizio. Tieni quella foto: più avanti capirai quanto spazio avranno le residenze nella nostra storia.

Giulio Petrucci e Jari Boldrini in residenza a Viagrande Studios per NUBLA
Giulio Petrucci e Jari Boldrini lavorano a NUBLA a Viagrande Studios. Fotografia dell’archivio IterCulture.
Le persone

Chi entra per curiosità, chi trova una strada

Bruno

Questa la conosco! È Robertavenera, la mia amica delle dirette. Dopo il tirocinio e il volontariato pensavo che il suo ruolo fosse farmi le coccole. E invece eccola sul palco, con la cartella in mano!

Milo

È arrivata nel 2021. Nel 2024 Robertavenera Gambino lavora con sempre maggiore autonomia al concorso e al rapporto con le compagnie. In seguito diventerà un riferimento per la programmazione e la segreteria organizzativa. Tu conosci la sicurezza con cui parla oggi; qui puoi vedere quanta esperienza ci sia dietro.

Bruno

Alla prossima diretta le chiedo prima come vanno gli artisti. Poi le coccole.

Robertavenera Gambino sul palco con la cartella durante il festival
Robertavenera sul palco: presentazione e organizzazione vanno ormai di pari passo.
Giuliana Trovato presenta un'attività sul palco
Giuliana sul palco: nel 2024 scopre il lavoro dall’altra parte della scena.
Milo

Nello stesso anno Giuliana Trovato, danzatrice di Viagrande Studios, chiede timidamente di vedere come si lavora dietro il festival. È la sua maestra Claudia Migliori, direttrice di Viagrande Studios gestita da Mariella Cirillo SSD, a suggerirle di entrare come volontaria nell’ufficio. Giuliana segue l’info point, lo spazio Sostieni Teatri Riflessi, l’accoglienza e altre attività. Non sa ancora che la sua ricerca fra danza, educazione e cura delle persone troverà in seguito spazio anche nel progetto Risuonare.

Bruno

Quindi non doveva scegliere subito una sola Giuliana?

Milo

Aveva bisogno di tempo per provare. Anche Claudia si avvicina sempre più: inizialmente collabora con IterCulture attraverso Viagrande Studios e partecipa alla commissione consultiva dei corti; poi diventa socia e componente attiva del festival. Negli anni successivi condividerà la direzione tecnica con Valerio Santi, attore e regista del Teatro L’Istrione. Dal lavoro nasceranno altri percorsi e un’amicizia profonda.

Bruno

E Sofia? La famosa notte della tesi è vera?

Milo

Sì. Dario, Valerio e Sofia Fasone aiutano Robertavenera con la revisione della tesi; intanto Bianca e Biagio si scambiano coccole con lei. Il gruppo invita poi Sofia a fare un tirocinio in traduzione e interpretariato. Al festival affronta la sua prima esperienza ufficiale come interprete: simultanea e consecutiva. La consecutiva è la sua passione; già con un solo microfono dimostra un talento straordinario.

Bruno

Bianca e Biagio, invece, erano responsabili delle pause di benessere. Mi pare un incarico essenziale.

Sofia Fasone durante un'attività di interpretariato
Sofia: l’interpretariato diventa una delle competenze riconoscibili della squadra.
Simona Trovato al photocall del festival 2025
Simona al photocall del 2025. Il passo verso i social era cominciato l’anno prima.
Milo

Simona Trovato trova il coraggio di seguire la passione per i social media. Si misura anche con marketing e comunicazione; la strada che sta scegliendo la porterà a curare i canali di IterCulture e di altre realtà.

Bruno

Perdiamo però una campionessa della lotteria.

Milo

Guadagniamo una Simona contenta del proprio lavoro. E i suoi reel.

Milo

Nei pomeriggi Emanuela Di Grigoli coordina molte attività: i volontari, gli allestimenti, i laboratori per bambini e ragazzi, le presentazioni di libri e i momenti di confronto. Per Testi Riflessi collabora con Grazia Calanna. Anche Ilaria Mirenna è una presenza importante: guida la comunicazione del festival nel 2023 e nel 2024, prima di seguire un altro percorso e concludere gli studi universitari.

Bruno

Ricapitolo: Emanuela conosce i libri, gli autori, i laboratori, i forum e pure le persone che costruiscono il parco. Ma i suoi pomeriggi quante ore hanno?

Ritratto di Emanuela Di Grigoli
Emanuela: nei pomeriggi di Teatri Riflessi succedono moltissime cose.
Ritratto di Claudia Migliori
Claudia: da partner con Viagrande Studios a socia di IterCulture.
La città si anima

Una conferenza, un parco, una piazza

Bruno

Questa sembra una foto di famiglia molto seria. Chi sono tutti?

Milo

Sono nella Sala Consiliare del Comune di Zafferana Etnea, per la conferenza stampa: da sinistra il vicesindaco Salvo Coco, Ilaria, Emanuela, Dario, Valerio, Robertavenera, Claudia e Giuliana. Di lì a poco nella stessa sala le giurie discuteranno i premi di categoria, accompagnate da granite, brioche, graffe e altri dolci siciliani.

Conferenza stampa di Teatri Riflessi 9 nella Sala Consiliare di Zafferana Etnea con Salvo Coco e lo staff
La conferenza stampa di Teatri Riflessi 9 nella Sala Consiliare. Foto pubblicata da Campadidanza.
Bruno

Nell’album ci sono anche fotografie meno ufficiali. Qui Ilaria accoglie le persone, là qualcuno fa domande ai giovani artisti. Ma il festival comincia già prima che si accendano le luci?

Milo

Certo. Ilaria Mirenna accoglie le giurie davanti al Punto Info, mentre Giuliana lavora alle sue spalle. Nei pomeriggi staff, artisti, spettatori e giurati si fermano a parlare: alcuni di quegli incontri alimenteranno la comunità di Comizi, ispirata anche ai Comizi d’amore di Pasolini.

Ilaria Mirenna accoglie Natalia Casorati, Corinne Bove e Raffaella Tramontano davanti al Punto Info
Ilaria accoglie Natalia Casorati, Corinne Bove e Raffaella Tramontano. Sullo sfondo, Giuliana al Punto Info.
Staff e Mood intervistano i giovani artisti della Giuria Giovani, fra cui Davide Rao
Una conversazione con la Giuria Giovani. Fra i partecipanti c’è Davide Rao, oggi parte attiva della Comunità Comizi.
Milo

Intanto il TRWorkCamp si allunga fino a venti giorni. Robertavenera lo coordina con una volontaria internazionale; nel 2024 è Blandine, che lascia alla squadra molti ricordi e molte risate. Con Ada Baran e gli altri volontari costruisce allestimenti, castelli e frecce per orientarsi nel parco, usando materiali di recupero. Emanuela li accompagna, mentre Dario e Giuliana contribuiscono con qualche pastrocchio.

Bruno

Voglio vedere quei castelli! E magari seguire una freccia per arrivare direttamente ai dolci.

Milo

Prima guarda chi li ha costruiti. Nel 2024 il campo di Lunaria riunisce sedici volontari internazionali: un gruppo che IterCulture ricorda ancora con affetto. Blandine Duchemin e Maria Duñó Puig salgono anche sul palco per raccontare che cosa hanno vissuto nel TRWorkCamp.

Bruno

Tutti e sedici? Allora per la foto di famiglia mi serve un album intero! Possiamo scrivere che è stato il miglior campo Lunaria di sempre?

Milo

Possiamo scrivere che, per chi lo ha vissuto, è stato davvero speciale. E che quelle persone sono rimaste nel cuore della squadra.

Emanuela, Robertavenera, Claudia, Sofia e Valerio durante una pausa al festival
Una pausa fra le attività del pomeriggio: Emanuela Di Grigoli, Robertavenera Gambino, Claudia Regio, Sofia Fasone e Valerio Verzin.
Giovani artisti, giuria e pubblico si incontrano nel parco durante Teatri Riflessi
Nel parco si incontrano artisti, giuria e pubblico: sono già visibili i primi semi della comunità che crescerà negli anni.
Milo

Segui invece questa foto della piazza. Per Swan di Gaetano Palermo, con Rita Di Leo in scena, la gente si ferma intorno alla performance: c’è chi guarda in piedi, chi dalle panchine, chi dai tavoli dei locali. È uno dei momenti che spinge IterCulture a portare sempre più spettacoli fuori dal parco e dal Teatro Falcone e Borsellino. Negli anni successivi anche alcuni corti in concorso incontreranno il pubblico in piazza.

Bruno

In ufficio amate tutti i lavori di Gaetano. E Rita adesso la conoscete bene, vero?

Milo

Molto. Nel 2024 non sapevamo ancora che lei e Gaetano, entrambi originari di Adrano, sarebbero entrati in modi diversi nella nostra storia. Oggi Rita collabora con noi anche come giurata; fa parte della direzione condivisa della Fondazione Federico Cornoni e organizza a Parma il festival Canile Drammatico. Ma torniamo alla piazza: guarda quante persone si fermano perché l’arte è lì, nel luogo che attraversano ogni giorno.

Swan di Gaetano Palermo con Rita Di Leo in piazza a Zafferana Etnea e spettatori intorno
Swan in piazza: la città diventa parte del festival. Foto: Valeria Buta, pubblicata da Danzapp.
Milo

Nel festival trovano spazio anche la residenza di Jacopo Giacomoni per È solo un lungo tramonto, il lavoro con i libri, le opere video e una serata dedicata alla giovane danza di Anticorpi XL. Accanto a Swan arrivano Cuma di Michele Ifigenia Colturi e A Solo in the Spotlights di Vittorio Pagani. È un’edizione fatta di palchi, sentieri, schermi, parole e incontri.

Jacopo Giacomoni ospite del festival 2024
Jacopo Giacomoni: la ricerca su È solo un lungo tramonto proseguirà anche nell’anno successivo.
A Solo in the Spotlights di Vittorio Pagani, fotografia promozionale dell'opera
A Solo in the Spotlights di Vittorio Pagani. Immagine dell’opera, fotografata da Dario Bonazza.
Bruno

Visioni Contemporanee… ecco perché in casa ci sono cuffie, mixer e visori. Io pensavo preparaste una silent disco segreta!

Milo

Le cuffie possono servire anche a una festa. Qui aiutano l’interpretariato; schermi e visori aprono altri modi di incontrare la danza. Nel 2024 Visioni Contemporanee è il tema dell’edizione. Dal 2025 diventerà il nome di una sezione per videodanza e linguaggi multimediali, che crescerà con nuovi partner. Questa parte della scatola si apre nei capitoli successivi.

Una foto con tante persone. Dopo la finale, sul palco ci sono vincitori, staff, tirocinanti e volontari. A destra si vede anche il premio realizzato da Mary Imbiscuso. Questa fotografia racconta chi rende possibile l’incontro, oltre a chi riceve il riconoscimento.

Vincitori, staff, volontari e tirocinanti sul palco dopo la finale di Teatri Riflessi 9
Dopo la finale: staff, volontari, tirocinanti e vincitori. Il premio è opera di Mary Imbiscuso. Foto: Valeria Buta / IterCulture.
Bruno

Aspetta, Milo: in queste fotografie ci sono persone che conosco e altre che non ho mai visto in ufficio. Sono tutte parte della storia?

Milo

Sì. Rosanna La Malfa accompagna Teatri Riflessi dai tempi delle edizioni ai Benedettini e assegna anche un premio. Con lei c’è la squadra di Mood. Guarda Giulia, sua figlia: da piccola si addormentava sulle sedie durante le serate del festival; oggi lavora nella comunicazione e la sua realtà collabora con IterCulture.

Bruno

Quindi si può crescere insieme a un festival. E qui al Forum? Dario parla, Robertavenera coordina e Sofia e Valerio sembrano impegnatissimi!

Milo

Stanno lavorando all’interpretariato. È uno dei modi in cui il festival permette a persone di lingue diverse di partecipare alla stessa conversazione.

La squadra di Mood di Rosanna La Malfa, con sua figlia Giulia sulla sinistra
La squadra di Mood. A sinistra Giulia, figlia di Rosanna La Malfa: anche lei è cresciuta insieme a Teatri Riflessi.
Dario parla al TRForum, Robertavenera coordina e Sofia Fasone e Valerio Verzin lavorano all'interpretariato
Al TRForum: Dario conversa, Robertavenera coordina, Sofia e Valerio interpretano.
Le immagini del futuro

Una grafica, tante voci

Bruno

Ho trovato le grafiche di Babak. Ogni anno sono diverse, ma sembrano parlarci dalla stessa famiglia.

Milo

Babak Safari, grafico iraniano che vive in Polonia, propone una collaborazione nel 2024. Da allora darà forma alle visioni dei progetti di IterCulture. È un legame artistico e umano che cresce a distanza.

Bruno

Si può essere di famiglia anche se si è lontani?

Milo

Lo stai chiedendo a me? Più avanti parleremo anche di come si possa sostenere chi ha bisogno di far sentire la propria voce. Quella, però, è un’altra scatola.

Bruno

Va bene. Ma nel 2026 ho visto Dario e Valerio con le unghie dipinte con tantissimi colori. Poi Orazio mi ha spiegato che quelli sono i colori presenti nelle bandiere della Palestina e dell’Ucraina. Non avevo ben capito, fino a questo momento. E io, invece, che mi aspettavo da un momento all'altro che usassero anche i colori della bandiera dei grandi peluche famosi!

Milo

Non credo che esista, però possiamo disegnarla. Per quanto riguarda quelle altre storie, ne parleremo quando arriverà il momento.

Piccola immagine grafica di Teatri Riflessi 9 Visioni Contemporanee
La grafica di TR9: una delle prime visioni condivise con Babak Safari.
Bruno

Aspetta, questa è una maglietta di Teatri Riflessi! Nel 2026 ne ho viste di tantissimi colori e con disegni diversi. Devo iniziare una collezione?

Milo

Puoi cominciare da quella indossata da Dario: fa parte delle magliette generiche di Teatri Riflessi, disponibili in tanti colori, con una grafica ideata da Sofia Rana. Dal 2026 sono arrivate anche le magliette dedicate alle singole edizioni: due colori per ciascuna, con le immagini create da Babak Safari per le edizioni dal 2024 in poi. Puoi scegliere le facce di Teatri Riflessi oppure portare sulla schiena la visione di un anno preciso.

Bruno

Allora quella del 2024 è un ricordo che posso indossare. Però per la mia taglia servirà una linea peluche.

Dario indossa una maglietta generica di Teatri Riflessi nello shop di IterCulture
Dario con una delle magliette generiche di Teatri Riflessi. La grafica è di Sofia Rana.
Un luogo che gli artisti scelgono

Il concorso, la comunità, le possibilità

Milo

Intanto il Concorso Internazionale di Corti Performativi riceve oltre 370 candidature e seleziona 13 opere. Arrivano compagnie da molti Paesi e operatori che possono conoscerle, discutere il loro lavoro, offrire premi, residenze e possibilità di circuitazione. A vincere il Miglior Corto è Matomari No Nai, di Catarina Casqueiro e Tiago Coelho, premiato anche per la regia e riconosciuto dal pubblico, dalle compagnie e dalla critica.

Bruno

Quindi non vengono soltanto perché avete mandato un invito gentile?

Milo

Ora molti scelgono Zafferana perché qui trovano confronto, pubblico, altri artisti e possibilità professionali. Un articolo di UnictMagazine racconta l’Etna che diventa una meta per la scena contemporanea internazionale: ci sono persone e istituzioni che colgono ciò che sta nascendo.

Bruno

E tutte le istituzioni del territorio lo vedono?

Milo

Non ancora tutte, neppure dopo i riconoscimenti arrivati negli anni successivi. Ma ci sono anche persone e realtà che sostengono questo lavoro e ne comprendono il valore. La storia è ancora aperta, Bruno. Noi saremo qui a guardare se le cose cambieranno.

Matomari No Nai di Catarina Casqueiro e Tiago Coelho, vincitore di Teatri Riflessi 9
Matomari No Nai, il corto vincitore. Foto: Valeria Buta / IterCulture.
Fotografia di gruppo a Teatri Riflessi 9
I primi passi di Futuri Possibili. Foto: Valeria Buta / IterCulture.
Bruno

Mi sembra che tutti trovino una strada nuova. Anche Orazio, quello della prima foto.

Milo

Continua a occuparsi delle tecnologie e delle piattaforme di IterCulture; fuori dall’associazione lavora nella cybersecurity. Dentro dedica tempo e risorse a questo progetto insieme a Dario. La programmazione e le relazioni internazionali aggiungono un’altra direzione a ciò che già sa fare. Non serve cancellare una passione per provarne un’altra.

Bruno

Succede anche a Giuliana, Sofia e Simona. Robertavenera aveva cominciato prima. Tutti entrano con una piccola idea e poi ne scoprono una più grande?

Milo

A volte sì. Dario e Valerio tengono alla formazione perché imparare a organizzare, tradurre, comunicare o scegliere uno spettacolo aiuta anche a capire quale vita professionale desideri. È una delle radici di Futuri Possibili: strumenti per scegliere se lavorare con IterCulture, restare in Sicilia oppure portare altrove quello che si è appreso. Nel 2025 quel percorso prenderà una forma più chiara, e alcune persone inizieranno a lavorare stabilmente per l’associazione.

Bruno

E se la realtà supera il piccolo sogno con cui eri arrivato?

Milo

Si fa spazio. Per chi resta, per chi parte e per chi non sa ancora che un giorno busserà alla porta. Le oltre cinquanta attività gratuite e le più di tremila presenze del 2024 raccontano la crescita del progetto. Le fotografie, forse, mostrano meglio la cosa che tu, Bruno, hai trovato nella scatola: una comunità che si allarga mentre le persone trovano la libertà di diventare sé stesse.

Bruno

Allora lascio un posto libero vicino a me.

Milo

È un bel modo di prepararsi al prossimo capitolo.

La scatola si mette in movimento

Il 2024, visto e ascoltato

Bruno

Abbiamo sfogliato tutte queste fotografie. Milo, ma se la scatola contenesse anche immagini che si muovono?

Milo

Contiene il trailer e un racconto dell’edizione. Così puoi vedere il parco, le persone e gli spettacoli di cui abbiamo parlato.

Il trailer di Teatri Riflessi 2024

Il racconto dell’edizione

Vuoi ascoltare anche la presentazione dell’edizione? Guarda la conferenza stampa del 2024 su YouTube.

WhatsApp
Send via WhatsApp