Prima dell’Etna, c’era già una domanda
Bruno trova una scatola di fotografie. Milo apre l’archivio. Insieme tornano alle origini di IterCulture e di Teatri Riflessi, prima dell’arrivo a Zafferana Etnea.
Qui c’è scritto 2008. Ma io dov’ero?
Ancora lontano da questa storia. E anch’io, a dire il vero. Perciò possiamo partire da quello che resta: pagine, programmi, nomi e fotografie. E da ciò che la famiglia di IterCulture ci ha raccontato.
Un’associazione, molte persone
Allora cos’è successo nel 2008?
È nata IterCulture. L’associazione voleva valorizzare il territorio siciliano attraverso le arti e creare occasioni in cui persone, luoghi e linguaggi culturali potessero incontrarsi. Nel tempo, altri operatori e operatrici si sono uniti a quel progetto.
E il festival era già nella scatola?
L’anno dopo sì. Ma bisogna cambiare fotografia: all’inizio siamo a Catania.
Tredici corti ai Benedettini
Nel 2009 l’ex Monastero dei Benedettini ospita la prima edizione di Teatri Riflessi, allora Festival Nazionale di Corti Teatrali Città di Catania. Tredici corti in gara, tre serate, una finale. C’è già StuzzicaMente, l’area che accompagna gli spettacoli e invita il pubblico a fermarsi, scoprire, parlare.

Quindi gli «assaggi» erano lì fin dall’inizio? Mi piace. Riesco a immaginare il pubblico che entra per un corto e resta per il successivo.
È una bella immagine. Nell’archivio leggiamo che il miglior corto fu Solo emoticon di Daniela Megna. Nella fotografia la vediamo con il premio.
Un momento! Chi aveva fatto quel premio? E chi aveva messo in piedi tutte e tre le serate? Io voglio conoscere le persone!
I premi sin dalla prima edizione portano la firma dell’artista Mary Imbiscuso. Per la prima edizione la direzione artistica era condivisa da Dario D’Agata, fondatore di IterCulture, Simona Pulvirenti e Tiziana Giletto. Nei crediti ci sono molti altri nomi: questa storia nasce già come un lavoro collettivo.
Me li racconti tutti? Subito?
Li incontreremo strada facendo, Bruno. Se apro tutte le scatole insieme, poi dove mettiamo le fotografie?
Il festival attraversa Catania
E dopo i Benedettini? Non dirmi che siete rimasti tutti nello stesso posto.
Infatti. Nel 2010 la seconda edizione arriva al Cortile Platamone: dodici corti e un programma che conserva StuzzicaMente.
Un posto nuovo! E la squadra? Cambiava anche quella?
Cresceva. Un passaggio fondamentale nella storia di IterCulture è stata la presenza di Alessandra Li Greci, rimasta per tanti anni, fino alla fine del 2022, e di Valentina Sineri, Marica Pagano e Valentina Finocchiaro, detta Wolly, ancora parte della nostra storia. In quegli anni un supporto artistico importante è stato dato da Maria Chiara Salmeri, tutt'oggi nostra partner (ma questa è un'altra storia). E grazie a un altro progetto di IterCulture è entrata nel team Valentina Nicosia, che sarà per sempre parte della famiglia.
Valentina Nicosia… ne sentiremo ancora parlare, vero?
Sì. E lo faremo con il tempo e l’attenzione che merita. Adesso guarda questa foto: nel 2011 il festival si sposta alle Ciminiere.
Il tema è La risorsa ambiente: sedici corti, incontri sull’ambiente e sull’alimentazione, attività per i più giovani. Il 2011 vede l'arrivo nella famiglia di IterCulture di due fondamentali soci e membri dello staff che restano tutto'oggi vicini al progetto, come l'insostituibile Manuela Mannino e il nostro rider Mirko Cavallaro, che resta uno dei miei soci preferiti, e si conferma la presenza di Nino Manuli, ancora oggi alla guida del service tecnico dei nostri progetti. Nelle successive edizioni catanesi la direzione artistica è condivisa da Dario D’Agata e Valentina Sineri.
Comincio a capire: a ogni trasloco cambiava il posto, ma certe persone restavano.
Sfoglia le pagine originali: 2010 · Cortile Platamone e 2011 · Le Ciminiere.
Teatri Riflessi cambiava casa e intanto imparava a parlare con la città.
È così che leggo quei programmi. Nel 2012, alla quarta edizione, il festival torna ai Benedettini e sceglie il gioco come filo conduttore. Accanto ai quattordici corti ci sono forum, laboratori e arti visive. Non è soltanto una gara: è un invito a incontrarsi.
Allora già si poteva arrivare per vedere uno spettacolo e finire a parlare d’altro, conoscere un artista, magari restare tutto il pomeriggio!
Proprio così. E adesso tieni questa pagina: ci servirà per capire quante idee di oggi erano già presenti allora.

Una strada che porta a Zafferana
Ma sulla copertina delle foto vedo l’Etna. Quando entra nella storia?
Non subito. La quinta edizione si tiene ancora a Catania nel 2013; la sesta è documentata nel 2015. Le edizioni del festival non si susseguono ogni anno.
Aspetta. Dal 2015 saltiamo fino al 2022? Ma in mezzo che facevano Dario e gli altri? Non posso aspettare sette anni per saperlo!
Non devi. Il festival non esauriva tutto quello che faceva IterCulture. Tra i vari progetti c'era Viaggia con Noi, seguito da Lara Grasso e Manuela Mannino; i Forum Foyer, con la firma letteraria di Valentina Nicosia e quella gastronomica di Alessandra Li Greci e Marica Pagano. Tanti sogni e desideri passavano per la sede di via Napoli a Catania.
Un forum con la letteratura e la gastronomia? Milo, io voglio sapere che cosa mangiavano. E voglio vedere quella sede!
Segno le domande. Su quegli anni possiamo aprire una scatola tutta loro, con i ricordi di chi c’era. Intanto non corriamo: abbiamo ancora una ginestra da incontrare.
Va bene, ma apro io la prossima pagina! Qui c’è scritto «Ginestre». Siamo finalmente arrivati sull’Etna?
È il 2022. La settima edizione di Teatri Riflessi si svolge a Zafferana Etnea, dal 14 al 16 luglio. La ginestra è il filo del festival: una pianta che cresce anche sui terreni difficili e prepara spazio per altre forme di vita. Il programma mette in dialogo corti teatrali e coreutici, incontri, workshop, artigianato e il territorio che li ospita.

Quindi Zafferana non è il punto di partenza. È il luogo in cui una storia cominciata altrove mette nuove radici.
✦ Da Catania a Zafferana: cambiano i luoghi, la storia continua. ✦
Sì. E in quella parola, Ginestre, c’è una promessa: fare spazio a chi arriva dopo. Il resto lo raccontiamo nella prossima scatola, quella del 2022–2024.
La apro adesso?
Fra poco. Prima rimettiamo queste fotografie al loro posto. Ti prometto che la storia non finisce qui.