Milo e Bruno raccontano · IterCulture APS · 12–28 ottobre 2026

575 corti, un inviato speciale e nuovi ospiti

Il bando chiude con un record, il TOTOcorti incorona Serena, Orazio vola alle Canarie e a San Berillo prende forma una performance costruita nel quartiere.

Teatri Riflessi 12TOTOcortiMASDANZA 31PERSPECTIVA San BerilloCiliegine 18–19

BRUNO — Milo, devo denunciare una situazione gravissima.

MILO — È successo qualcosa in ufficio?

BRUNO — Continuano ad arrivare ospiti senza appuntamento.

MILO — Artisti? Operatori? Persone interessate ai progetti?

BRUNO — Cimici.

MILO — Ah.

BRUNO — Si appollaiano su di me. Senza chiedere permesso. E nessuno interviene perché sono tutti impegnati a fare telefonate con persone dall’altra parte del pianeta.

Bruno non ha tutti i torti. Dopo le giornate di inizio ottobre fra Lubiana, Badolato e Petralia, la sede di IterCulture torna a essere un luogo in cui si incontrano scadenze, progetti, persone, chiamate internazionali e programmi da modificare. Il calendario segna la fine dell’anno; l’ufficio, apparentemente, non se n’è accorto.

Un concorso nel Concorso: il TOTOcorti

BRUNO — Ma quante candidature dovevano arrivare per il dodicesimo Concorso Internazionale?

MILO — Dipende a chi lo chiedevi.

BRUNO — Non dovrebbe esserci una risposta sola?

MILO — Alla chiusura sì. Prima, invece, una parte della commissione, lo staff e i soci di IterCulture si sono messi a fare pronostici. È nato il TOTOcorti.

BRUNO — Avete scommesso sulle candidature degli artisti?

MILO — Abbiamo giocato a indovinare un numero. E siamo diventati tutti improvvisamente esperti di previsioni.

La call di Teatri Riflessi 12, aperta dal 27 luglio, resta attiva fino alle 17:00 del 15 ottobre 2026. Le proposte arrivano da tutti i continenti abitati. Qualcuno azzarda numeri vicini al 2026, qualcuno si aspetta un aumento vistoso. C’è anche Milo, che prevede 529 candidature con una fiducia statistica piuttosto discutibile.

Il gioco non è un’altra commissione, né una selezione parallela: è un modo allegro per condividere l’attesa fra persone che, quelle candidature, dovranno poi davvero leggerle e guardarle.

575

Candidature alla chiusura del 15 ottobre. Sono 36 in più delle 539 ricevute l’anno precedente (+6,7%). Diciassette arrivano negli ultimi trenta minuti.

🥇Serena570 pronosticate
scarto: 5
🥈Simona583 pronosticate
scarto: 8
🥉Dario557 pronosticate
scarto: 18

BRUNO — Serena ha sbagliato di cinque. CINQUE.

MILO — Ed è arrivata prima.

BRUNO — Peppe?

MILO — Seicento: quarto posto.

BRUNO — E tu?

MILO — Nono. Ho sbagliato di quarantasei.

BRUNO — Quindi Serena e Peppe, che stanno facendo il tirocinio con voi, sono entrambi arrivati prima di te.

MILO — Possiamo passare alle fotografie?

Il tabellone conclusivo del TOTOcorti: classifica dei 23 pronostici e 575 candidature
Il TOTOcorti si chiude con 575 candidature. Serena, Simona e Dario salgono sul podio.
Apri tutti i 23 pronostici del TOTOcorti
Pos.PartecipantePronosticoScarto da 575
1Serena570−5
2Simona583+8
3Dario557−18
4Peppe600+25
5Valerio V.540−35
6Ilenia537−38
7Massi535−40
8Sabrina532−43
9Milo529−46
10Emanuela525−50
11Buta522−53
12Giuliana515−60
13Dario e Roberta513−62
14Orazio510−65
15Valerio S.485−90
16Claudia VS480−95
17Mariella460−115
18Robertavenera450−125
19Chiara447−128
20Fasona428−147
21Sineri407−168
22Wolly396−179
23Christel385−190

La gara finisce con Serena Grasso al primo posto, Simona Trovato al secondo e Dario D’Agata al terzo. Ma il risultato più importante, naturalmente, non è il podio: sono 575 proposte artistiche che ora chiedono tempo, ascolto e un lavoro serio di selezione.

15 ottobre, ore 17:00. Si può finalmente stappare

Per la chiusura del bando, Ciliegine cambia orario e va in diretta giovedì 15 ottobre alle 16:45. In studio ci sono Robertavenera Gambino, Valerio Verzin e Giuliana Trovato; in collegamento, Luisa Cuttini e Mario Gumina di Circuito CLAPS, insieme alla squadra lombarda.

Si presenta una collaborazione importante: nell’ambito del Concorso 2027, due progetti potranno accedere alla programmazione 2027/28 di Circuito CLAPS e un altro a una residenza con IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia, di cui CLAPS è capofila. Non sono premi già assegnati: sono possibilità che si apriranno attraverso la conoscenza delle opere.

Una bottiglia lasciata in sospeso dalla visita di CLAPS al festival di luglio attendeva proprio questo momento. Alle 17:00 scatta la chiusura delle candidature. La bottiglia viene aperta. Si brinda. E, un istante dopo, ci si ricorda che qualcuno dovrà vedere tutti e 575 i corti.

Schermata della diretta del 15 ottobre con Circuito CLAPS
Un momento della diretta del 15 ottobre, con il collegamento allo staff di Circuito CLAPS.

BRUNO — Tre mesi per aspettare di aprire una bottiglia?

MILO — C’erano un annuncio da condividere e una scadenza da aspettare.

BRUNO — E ora ci sono 575 spettacoli da guardare.

MILO — Esattamente.

BRUNO — Secondo me avreste dovuto tenere da parte anche una seconda bottiglia.

🍒 Ciliegine 18 · Alle cinque, si stappa!Leggi l’articolo della puntata 18 ↗

Orazio, inviato speciale alle Canarie

BRUNO — Milo, un momento. E Orazio? È sparito di nuovo?

MILO — Non è sparito. È a Gran Canaria.

BRUNO — Ancora un’isola?

MILO — Questa volta segue la 31ª edizione di MASDANZA, il festival internazionale di danza contemporanea delle Isole Canarie.

BRUNO — È il nostro inviato speciale?

MILO — Come sempre. Va a conoscere opere, artisti e persone che programmano la danza. Poi quelle relazioni non restano necessariamente nell’isola in cui sono nate.

BRUNO — Ho visto una sua foto in spiaggia, però.

MILO — Le due cose non si escludono.

MASDANZA, a Gran Canaria, arriva nel 2026 alla sua trentunesima edizione: un programma che si sviluppa dall’1 al 24 ottobre, con concorsi, presentazioni e incontri fra artisti e operatori internazionali. Per IterCulture è un contesto con cui mantenere vivo un rapporto già avviato: seguire festival e piattaforme professionali significa conoscere il lavoro delle compagnie e confrontarsi con chi può aiutarle a circolare.

Orazio Morace torna così a rappresentare IterCulture lontano dall’Etna, dopo gli appuntamenti professionali di settembre. Nelle fotografie c’è lui davanti ai pannelli di MASDANZA; c’è un gruppo di delegati riuniti per una foto; e ci sono anche i momenti in cui il programma concede una pausa.

Orazio Morace alla trentunesima edizione di MASDANZA
Orazio Morace a Gran Canaria, durante la 31ª edizione di MASDANZA.
Gruppo di delegati internazionali e operatori di MASDANZA
Una fotografia collettiva con operatori e delegati internazionali presenti al festival.

Una delle immagini più belle lo ritrae con Natalia Casorati sulla spiaggia, fra sabbia, sole e il paesaggio delle Canarie. Non è una foto da usare per raccontare un altro evento: è semplicemente un ricordo condiviso durante una giornata libera. E fa parte, anche questo, delle persone che si incontrano e delle amicizie che si coltivano lavorando nello spettacolo dal vivo.

Orazio Morace e Natalia Casorati insieme su una spiaggia delle Isole Canarie
Orazio Morace e Natalia Casorati durante una pausa dal festival, sulla spiaggia a Gran Canaria.

BRUNO — Quindi Orazio ha visto spettacoli, incontrato professionisti e trovato anche il tempo di andare al mare.

MILO — A quanto pare.

BRUNO — E io sono rimasto in ufficio con le cimici.

MILO — A ognuno la sua missione internazionale.

BRUNO — Quando apriamo una sede IterCulture alle Canarie, pretendo di dirigere i rapporti con la spiaggia.

Intanto in ufficio: Serena, Peppe e i bandi pazzi

Al ritorno dalle trasferte, e mentre altre trasferte sono ancora in corso, la sede non si svuota. Valerio Verzin, Robertavenera Gambino e Giuliana Trovato tengono insieme progetti, bandi, telefonate, incontri online, scadenze e artisti da ricontattare. Ci sono giornate in cui una call finisce e un’altra è già iniziata, magari con qualcuno collegato dall’altro capo del mondo.

In questo movimento ci sono spesso anche Serena Grasso e Peppe Battiato, che svolgono un tirocinio con IterCulture. Non assistono soltanto ai risultati finali: entrano in quella parte del lavoro culturale che il pubblico raramente vede, fatta di informazioni, organizzazione, confronto e problemi da risolvere. Un tirocinio intenso, insomma. Forse perfino troppo intenso, a giudicare dall’aria dell’ufficio.

BRUNO — Milo, ci sono sette finestre aperte sul computer di Giuliana.

MILO — Sette? Mi sembra una giornata tranquilla.

BRUNO — Valerio è in riunione. Robertavenera scrive a qualcuno che vive a migliaia di chilometri. Serena e Peppe stanno lavorando. E io ho una cimice sulla testa.

MILO — Puoi provare a chiederle di spostarsi.

BRUNO — Le ho già spiegato che questa non è una residenza artistica.

MILO — E lei?

BRUNO — Ha chiesto la proroga.

Le persone prima dei format.

Quando raccontiamo l’attività di IterCulture, anche le giornate senza pubblico meritano spazio: quelle in cui i progetti diventano possibili perché qualcuno risponde a una chiamata, segue un artista, impara un lavoro o resta in ufficio a risolvere un imprevisto.

San Berillo. Prima guardare, poi muoversi

Nella stessa settimana, a Catania, AZIONIfuoriPOSTO torna a lavorare a San Berillo. La compagnia di Silvia Dezulian e Filippo Porro aveva già incontrato IterCulture nell’ottobre 2025, con Oltrepassare, e nel marzo 2026, con Sogni al campo – un attraversamento. Durante quelle permanenze aveva anche preparato la ricerca destinata al quartiere.

Dal 20 al 23 ottobre prende forma il laboratorio di PERSPECTIVA San Berillo, con performer del territorio e il lavoro sul campo condiviso con Trame di Quartiere. Il 24 ottobre è prevista la restituzione pubblica, nell’ambito di Riflessi d’Autunno.

BRUNO — Ma perché, prima di danzare, hanno fotografato un muro? E un angolo di strada?

MILO — Perché stavano provando a osservare il quartiere. Non cercavano uno sfondo: i dettagli, le parole e i percorsi delle persone entrano nella ricerca.

BRUNO — E quei fogli pieni di parole?

MILO — Raccolgono impressioni prima e dopo il laboratorio. Sono tracce di ciò che i partecipanti hanno notato e di come hanno rielaborato l’esperienza.

BRUNO — Quindi non hanno semplicemente portato uno spettacolo già fatto.

MILO — No. E questo cambia parecchio il modo di lavorare.

San Berillo è un quartiere che non si lascia ridurre a una fotografia. Ha una storia urbana e sociale complessa, persone che lo abitano e relazioni che esistono ben prima dell’arrivo degli artisti. Il lavoro di Trame di Quartiere, e il contributo di Maria Chiara Salmeri, aiutano a riconoscere questo contesto e a costruire un rapporto non improvvisato.

Le immagini raccolte dai performer sono un piccolo archivio del processo: ciò che hanno scelto di osservare prima di costruire movimento, presenza e relazione nello spazio pubblico.

Un muro di San Berillo fotografato dai performer durante il laboratorio
Uno dei particolari di San Berillo osservati e fotografati dai performer durante la ricerca.

23 ottobre. Ciliegine si collega da San Berillo

La diciannovesima puntata di Ciliegine arriva proprio mentre il lavoro è in corso. Robertavenera è negli spazi di Trame di Quartiere con Filippo Porro e Maria Chiara Salmeri; Dario e Giuliana partecipano dall’ufficio di IterCulture. Si parla del progetto, ma soprattutto delle domande che lo attraversano: come si entra in uno spazio urbano che ha già una sua vita? Come si sviluppa una ricerca con le persone e non semplicemente davanti a loro?

Per la storia di PERSPECTIVA questa conversazione è preziosa: documenta la ricerca nel momento in cui accade, prima ancora di conoscere l’esito del giorno successivo.

🍒 Ciliegine 19 · San Berillo, cambiare prospettivaLeggi l’articolo della puntata 19 ↗

24 ottobre. La ricerca esce in strada

Il giorno successivo PERSPECTIVA San Berillo incontra il pubblico. La restituzione attraversa lo spazio urbano, mette in relazione i corpi dei performer con piazze, strade, muri e persone. Le fotografie conservano la performance e il momento finale degli applausi. Non raccontano tutto ciò che è accaduto durante il laboratorio, ma ne mostrano un esito pubblico, visibile e condiviso.

BRUNO — Allora non è soltanto una performance che è arrivata a San Berillo.

MILO — È un lavoro costruito anche attraverso San Berillo, con una permanenza, un laboratorio, la mediazione di Trame di Quartiere e l’incontro con il pubblico.

BRUNO — Quindi possiamo raccontare anche le fotografie fatte prima dello spettacolo?

MILO — Anzi, dobbiamo. Altrimenti di una ricerca conserveremmo soltanto l’ultimo applauso.

Per chi vuole conoscere il percorso completo, restano disponibili anche le schede di Oltrepassare, di Sogni al campo e della restituzione di PERSPECTIVA San Berillo.

Ottobre non ha ancora finito

BRUNO — Dunque abbiamo chiuso un bando, proclamato Serena campionessa, mandato Orazio alle Canarie, fatto due puntate di Ciliegine e portato una performance a San Berillo.

MILO — Sì. E siamo soltanto al 28 ottobre.

BRUNO — Valerio, Robertavenera e Giuliana sanno che novembre sta arrivando?

MILO — Lo sanno fin troppo bene.

BRUNO — Serena e Peppe pure?

MILO — Probabilmente è una delle prime cose che si imparano durante un tirocinio qui.

BRUNO — E le cimici?

MILO — Credo che stiano ancora decidendo se rinnovare la loro permanenza.

BRUNO — Allora specifica che da me non si accettano nuove prenotazioni.

Il calendario continua a riempirsi: i Comizi e le attività con Clara Delorme, le residenze di INNESTI a Petralia, la preparazione degli appuntamenti di novembre e dicembre. Ma questa parte della storia si ferma qui, alla fine di ottobre, quando i progetti appena conclusi e quelli ancora da realizzare occupano contemporaneamente i tavoli dell’ufficio.

Dietro i numeri, le fotografie e i video ci sono persone che si vedono, si conoscono, si ritrovano e imparano qualcosa l’una dall’altra. E un grande peluche marrone che, fra tutte, sembra attrarre soprattutto le cimici.

🧸 BRUNO — Milo, il prossimo mese posso almeno chiedere una vacanza?

MILO — Puoi chiederla.

BRUNO — E me la danno?

MILO — Su questo non faccio pronostici. Ho già perso il TOTOcorti.

Milo e Bruno raccontano · Epilogo fotografico

Ottobre, ancora qualche fotografia

Di PERSPECTIVA San Berillo abbiamo raccontato l'attesa, il laboratorio e l'incontro con il pubblico. Ma ci sono immagini che meritano di restare anche senza diventare la prova di un evento: sono i particolari ai quali qualcuno, durante la ricerca, ha scelto di prestare attenzione.

BRUNO — Milo, pensavo che le fotografie di uno spettacolo dovessero mostrare soltanto i danzatori.

MILO — Queste raccontano anche ciò che i performer hanno incontrato prima di danzare: un angolo, una scritta, un oggetto lasciato in strada.

BRUNO — Quindi guardare è già parte del lavoro?

MILO — Qui sì. E anche imparare a non decidere troppo in fretta che cosa significa ciò che si è visto.

Ci sono anche brevi video conservati nell'archivio fotografico di ottobre. Sono frammenti, non il racconto completo della ricerca: per quello restano la presenza delle persone, le conversazioni e la memoria del lavoro fatto insieme.

Archivio video di PERSPECTIVA San Berillo · Apri il video originale ↗

Un secondo video dalla stessa raccolta · Apri il video originale ↗

BRUNO — Va bene. Ora ho capito perché avete conservato anche le fotografie dei muri.

MILO — E perché?

BRUNO — Perché uno spettacolo dura un pomeriggio. Ma per arrivarci bisogna avere guardato, ascoltato e incontrato molte cose prima.

MILO — Questa la mettiamo in archivio.

BRUNO — Senza cimici, però.

Prossimamente · Novembre 2026

Il prossimo mese, che cosa ci aspetta?

BRUNO — Milo, dopo tutte queste fotografie possiamo finalmente riposarci?

MILO — A novembre arrivano Clara Delorme, Federico Mattioli, gli incontri a Petralia e i percorsi con le scuole. E non è tutto.

BRUNO — Quindi no.

8–14 novembre
Viagrande

Clara Delorme e la comunità COMIZI

A Villa Di Bella, a Viagrande, Clara Delorme guiderà un laboratorio gratuito con la comunità intorno a Nous disons au revoir / Diciamo addio: un lavoro collettivo sul congedo, sulla tristezza e sul gesto di piangere insieme. La restituzione è prevista il 14 novembre. Non è la riproposizione del corto visto al Festival, ma una nuova creazione con le persone che hanno scelto di lavorare con lei.

Il progetto e gli aggiornamenti ↗
15–26 novembre
Petralia Sottana

Federico Mattioli: Grandmother Tongue

Con INNESTI arriva a Petralia Sottana la residenza di Federico Mattioli, dedicata alle lingue che rischiano di scomparire, alle parole tramandate e alla memoria che portano con sé. Durante la permanenza sono previsti diversi incontri con la comunità. Il principale è domenica 22 novembre alle 18:00, nella Sala Consiliare: non sarà l'unica occasione per incontrare la ricerca.

Scopri Grandmother Tongue ↗
Novembre
Scuole del territorio

Cominciano i Percorsi FSL

Con l'avvio dei percorsi di Formazione Scuola-Lavoro, studenti e studentesse inizieranno a conoscere da vicino le professioni, le pratiche e l'organizzazione dello spettacolo dal vivo. Un'altra forma di incontro: non solo assistere a ciò che accade, ma scoprire come ci si lavora.

28–29 novembre
Acireale

Un appuntamento con Scuola Tiresia

Alla Fondazione Bellini di Acireale sono previsti due giorni di attività con Scuola Tiresia intorno al tema Eredità. Ne racconteremo meglio i contenuti quando prenderanno forma.

BRUNO — Un laboratorio a Viagrande, una residenza a Petralia, le scuole e due giornate ad Acireale. Ma novembre quanti giorni ha?

MILO — Trenta.

BRUNO — E quanti ne hanno già prenotati Valerio, Robertavenera e Giuliana?

MILO — Non farei un altro TOTOcorti.

BRUNO — Giusto. Serena vincerebbe di nuovo.

🧸 BRUNO — Milo, se a novembre torna una sola cimice, pretendo che partecipi almeno a un laboratorio.

MILO — Non sono sicuro che abbia i requisiti.

BRUNO — Vive già in comunità. Sul mio pelo.

WhatsApp
Send via WhatsApp