Tra l’ultima edizione catanese di Teatri Riflessi e il suo ritorno sull’Etna passano alcuni anni. Bruno vuole sapere dove siano finite le persone. Milo segue le loro tracce: attività nelle scuole, esperienze a Scenario Pubblico, nuovi incontri e una squadra che ancora non sa di esserlo.
Bruno
Ho controllato due volte. Dopo il 2015 il festival sparisce dai programmi! Milo, mi avevi promesso che avremmo aperto la scatola degli anni di mezzo.
Milo
Eccola qui. Ma non cercare soltanto i manifesti di Teatri Riflessi. In questi anni le persone cambiano strada, se ne incontrano altre, continuano a fare cultura in forme diverse. La storia del festival prosegue anche quando il festival non si svolge.
Bruno
Allora cominciamo dalle persone. Tutte. E voglio sapere subito chi tornerà!
Milo
Una scatola alla volta, Bruno. Alcune le riconoscerai; altre, quando apriamo questa pagina, non sono ancora arrivate.
DOPO IL 2015 · LE STRADE SI ALLARGANO
Una famiglia che cambia forma
Milo
Alessandra Li Greci costruisce anche la sua vita di madre e resta vicina a IterCulture. Manuela Mannino vive a Bologna, Mirko Cavallaro prende la strada che lo porterà in Ferrari; Valentina Finocchiaro, la Wolly dei racconti, diventa infermiera a Mestre. Valentina Sineri continua a esserci, dedicando sempre più tempo ai suoi alunni e alla famiglia. Distanza e nuovi impegni non cancellano quello che hanno condiviso.
Bruno
Quindi non è un elenco di persone che se ne vanno. Sono persone che crescono. E Orazio? Era già lì?
Milo
Dario incontra Orazio Morace nel 2014. Nel 2015 aiuta già Teatri Riflessi come compagno di Dario e amico dell’associazione; poi collabora alle attività di IterCulture, ai progetti e alla ricerca di risorse. All’inizio il teatro e la danza non sono la sua passione. Ma guarda, ascolta, torna a vedere altri spettacoli.
Bruno
Aspetta: Orazio, che oggi valuta, sa riconoscere e capire se selezionare uno spettacolo di danza dopo tre secondi, all’inizio era poco convinto?
Milo
Le passioni non hanno sempre un ingresso trionfale. A volte arrivano assistendo a una prova, discutendo dopo uno spettacolo, cambiando idea. Negli anni Orazio diventerà uno dei principali selezionatori delle opere, soprattutto di danza contemporanea. Ma per arrivarci dobbiamo lasciare che il tempo faccia il suo lavoro.
Orazio Morace
Valentina Sineri
Valentina “Wolly” Finocchiaro
Volti delle persone che attraversano questa parte del racconto · Fotografie: archivio IterCulture.VIAGGIA CON NOI · IMPARARE FACENDO
Le storie escono dai libri
Bruno
Va bene, aspetto. Ma dimmi almeno che cosa faceva IterCulture mentre il festival riposava. Mi hai detto che in quegli anni vi vestivate da personaggi storici!
Milo
Con Viaggia con Noi la cultura raggiungeva le scuole attraverso percorsi didattici, laboratori e viaggi. Non bastava accompagnare una classe in un luogo: bisognava inventare occasioni per entrarci dentro, con giochi, racconti e attività che duravano tutta la giornata, talvolta l’intero viaggio. In quegli anni IterCulture continua a lavorare con le scuole, anche se non con assiduità: l’impegno di Dario a Scenario Pubblico occupa gran parte del suo tempo e molti soci che avevano costruito il festival vivono ormai fuori dalla Sicilia.
Bruno
Posso fare il personaggio storico? No, aspetta: posso fare il re che chiede la merenda?
Milo
Chiederesti la merenda anche senza corona. Dario aveva imparato molto di questo mestiere lavorando a Roma con l'associazione Isola che e con l'agenzia BM Tour, grazie ai loro fondatori Bibi e Massi. Insieme organizzarono più edizioni del corso per animatori culturali. Attraverso quelle esperienze arrivarono persone come Agata Prastani, Dalila, Giuseppe e Lara Grasso, che sarebbe diventata responsabile dell’area Viaggia con Noi fino alla pandemia. IterCulture realizzò anche propri percorsi a Montalbano Elicona: nelle fotografie di quelle giornate, personaggi in costume incontrano le classi fra le pietre del borgo.
La storia, fuori dai libri
Viaggia con Noi a Montalbano Elicona · Fotografie dall’archivio IterCulture. Clicca su una foto per vederla più grande.
Bruno
Allora i corsi non servivano solo a insegnare un lavoro. Erano anche un modo per incontrare chi avrebbe inventato il lavoro successivo.
Milo
Sì. E quell’attenzione a chi arriva resterà importante per IterCulture. Tienila a mente: la ritroveremo quando il festival avrà bisogno di nuove energie.
6 LUGLIO 2017 · BIANCA E BIAGIO
Due nuovi membri della famiglia
Bruno
Un momento. C’è una data cerchiata in rosso: 6 luglio 2017. È il giorno di un altro festival?
Milo
È il giorno in cui Bianca e Biagio entrano nella vita di Dario e Orazio. Sono i loro figli cani. Il nome Biagio porta con sé quello del padre di Orazio, che Dario non aveva potuto conoscere.
Bruno
Due figli nello stesso giorno! Hanno controllato anche loro le candidature al festival?
Milo
Non risulta nei verbali, ma hanno fatto parte della casa in cui questa storia ha continuato a crescere. E in quella casa, poco più tardi, arriverà un giovane dal Veneto.
Milo e Bruno sfogliano i ricordi della famiglia. Immagine illustrativa creata per questo racconto; le foto storiche autentiche sono nella galleria.
2018 · UN INCONTRO A SCENARIO PUBBLICO
Il tirocinante che resterà
Bruno
Valerio! L’ho riconosciuto prima che aprissi la busta. Dimmi tutto: quando arriva?
Milo
Valerio Verzin arriva a Catania il 7 aprile 2018. Ha ventiquattro anni, viene dal Veneto e sta lavorando alla tesi della laurea magistrale GIOCA dell’Università di Bologna: studia i centri di produzione della danza e le forme del loro finanziamento. Per il suo tirocinio sceglie Scenario Pubblico; Dario, che lì segue programmazione e progetti speciali, è il suo tutor aziendale.
Bruno
Quindi Dario doveva insegnargli tutto?
Milo
Tra i due comincia uno scambio. Maria Inguscio, direttrice di Scenario Pubblico, e Roberto Zappalà, fondatore e direttore artistico, riconoscono presto le capacità di Valerio. Lo coinvolgono nella produzione della Compagnia Zappalà Danza e nei progetti a cui lavora Dario. Valerio trasferisce la sua residenza a Catania.
Bruno
È già il direttore di IterCulture?
Milo
Non correre. Prima conosce Orazio, Bianca e Biagio. Dopo il terremoto del 26 dicembre 2018 a Fleri va a vivere con loro. Il tirocinante diventa parte della famiglia. Entrerà anche in IterCulture, portando competenze rare nelle lingue, nell’interpretariato e nella danza: il progetto che conosci oggi deve moltissimo al suo sguardo e al suo lavoro.
Bruno
Un attimo. In questa storia le persone entrano per fare un tirocinio e poi restano a cena per anni?
Milo
Non è una procedura dell’associazione, Bruno. È successo che alcune persone si sono volute bene e hanno deciso di continuare a costruire insieme.
Bruno
E in tutti quegli anni a Scenario Pubblico, che cosa si portano a casa?
Milo
Dario e Valerio arrivano con competenze già solide e lavorano a progetti che contribuiscono a creare. Intanto Dario conosce sempre più a fondo la danza; Valerio apprende da lui modi di organizzare e gestire. Scenario Pubblico, le esperienze con realtà come Farm Cultural Park e gli incontri con enti del territorio allargano il loro sguardo e le loro relazioni. Orazio frequenta quegli ambienti, osserva, ascolta i loro confronti e, spettacolo dopo spettacolo, si avvicina anche lui alla danza.
Bruno
Quindi il bagaglio per far ripartire Teatri Riflessi non spunta fuori all’ultimo momento.
Milo
No. Si riempie mentre lavorano, incontrano persone e imparano a vedere le cose anche con gli occhi l’uno dell’altro.
Dario D’Agata
Valerio Verzin
Dario e Valerio: le fotografie sul sito sono recenti e accompagnano ricordi del 2018 · Fotografie: archivio IterCulture.
2019 · CASTROREALE
Un altro festival prende forma
Bruno
Guarda qui: un altro programma, un altro paese. Ma c’è scritto InCastro! Milo, avevano cambiato nome a Teatri Riflessi senza avvertirmi?
Milo
No, è un’altra storia, nata a Castroreale dal lavoro di Giorgia Di Giovanni e Pierfrancesco Mucari con Casa Faranda e l’associazione Vento di Scirocco. Quando nel 2019 prende vita la prima edizione di InCastro Festival, Dario e Valerio collaborano con loro. È un festival in cui danza, musica, arti e luoghi del borgo si incontrano.
Bruno
E IterCulture che cosa fa in un festival di qualcun altro?
Milo
Mette a disposizione esperienza e lavoro: all’inizio nell’organizzazione e nella comunicazione, in seguito soprattutto nella comunicazione. La collaborazione prosegue fino al 2023. InCastro cresce e prosegue lungo una sua strada, in dialogo anche con PinDoc, già presente nel programma del 2022. Questo resta un progetto di Giorgia, Pierfrancesco e Vento di Scirocco: raccontarlo significa anche riconoscere quanto la famiglia di IterCulture sia crescendo lavorando accanto ad altre realtà e altre famiglie.
Bruno
Allora mentre il loro festival cresceva, Dario e Valerio continuavano a sognare e immaginare quello che sarebbe successo al nostro.
Milo
È una traccia che riconosco rileggendo le due storie, senza confonderle. E c’è un dettaglio che ritroveremo più avanti: nell’archivio di InCastro 2022 compaiono anche Claudia Regio e Valeria Buta per il Diario di Borgo, e una creazione intitolata Ginestre, prodotta da IterCulture. Ma questa storia avviene solo dopo la ripresa di Teatri Riflessi dal 2022, quindi teniamola per la prossima scatola.
2020–2021 · UNA PAUSA, NUOVE PERSONE
Quello che resta vicino
Bruno
E poi arriva il Covid. Si fermano anche i viaggi?
Milo
Sì. Viaggia con Noi si interrompe e non riprenderà. Organizzare quelle attività richiedeva tempo, presenza continua e nuove persone da formare. Intanto IterCulture attraversa un periodo difficile, come tante altre realtà culturali. E la famiglia affronta anche due perdite.
Bruno
Sandra e Valentina?
Milo
Sandra Bressan, madre di Valerio, nell’autunno del 2020. È stata lei a nutrire il suo amore per la danza e per le lingue straniere. Chi ama Valerio riconosce quanto di lei continua a vivere nel modo in cui lui incontra l’arte e le persone. Nell’autunno del 2021 Valentina Nicosia: amica da decenni, socia di IterCulture, compagna di idee nel Forum Foyer, responsabile del concorso fino al 2015 e migliore amica di Manuela Mannino, l'anima di StuzzicaMente e Viaggia con Noi.
Bruno
Mi piacerebbe averle conosciute.
Milo
Anche a me. Possiamo ascoltare quello che chi le ha amate racconta di loro. E vedere come il loro amore continua a prendere forma. Valentina sarà ricordata anche nei premi della nuova edizione; a Sandra sarà dedicato, più avanti, un premio che sostiene la ricerca degli artisti e il loro incontro con le comunità.
Bruno
Per un momento vorrei tenere aperta la loro fotografia.
Milo
La teniamo qui, Bruno. Non dobbiamo richiuderla per andare avanti.
Quarantacinque possibilità
Bruno
Ma se tante cose erano ferme, come incontrate la nuova squadra?
Milo
Nel 2021 IterCulture forma 45 tirocinanti per il Catania Film Fest. Non tutti seguiranno la stessa strada, ma da quell’esperienza nascono rapporti duraturi. Tra le persone che continueranno a essere socie, a collaborare o a lavorare nella squadra ci sono Robertavenera Gambino, Emanuela Di Grigoli, Simona Trovato, Claudia Regio e Valeria Buta, le Crick e Crock dei nostri racconti.
Bruno
Quindi fino a poco prima stavano finendo la scuola e non avevano idea che avrebbero incontrato questa famiglia?
Milo
Esatto. Mentre gli adulti accumulavano esperienze, quelle che sarebbero diventate le nuove leve studiavano e costruivano le proprie vite. Nell’autunno del 2021 le strade cominciano a incrociarsi. A leggere la storia all’indietro sembra inevitabile; per loro, allora, era una scoperta.
Bruno
Quarantacinque! Milo, questa volta tutte le fotografie non entrano nella scatola.
Milo
E non sono le sole persone che contano. Accanto a Dario ci sono ancora suo padre Luciano D’Agata, con cui ha fondato IterCulture, sua madre Marica Pagano, Orazio, Valerio, Alessandra e gli amici di sempre. In questi anni si avvicina all’associazione anche la danzatrice e coreografa Ilenia Romano, conosciuta grazie a Scenario Pubblico. Altre persone, tra cui Giuliana Trovato, Sofia Fasone e Claudia Migliori , arriveranno nella nuova stagione.
Bruno
Allora è questo il trucco: il festival non c’è ancora, ma la squadra sì. O almeno comincia a esserci.
Robertavenera Gambino
Emanuela Di Grigoli
Claudia Regio
Tre volti della squadra cresciuta negli anni successivi · Fotografie: archivio IterCulture.8 DICEMBRE 2021 · UNA DECISIONE
Un pranzo, un’idea, l’Etna
Milo
A casa di Alessandra Li Greci e Rosario c’è un pranzo. C’è anche il piccolo Francesco. Sono lì Alessandra, Dario, Orazio e Valerio: in quel momento formano il direttivo di IterCulture. L’8 dicembre decidono di riprendere Teatri Riflessi.
Bruno
Proprio così, a tavola? E perché farlo tornare dopo tutto quello che era successo?
Milo
Perché dopo il Covid c’è bisogno di tornare a incontrarsi. Per ricordare Valentina e onorare le persone amate. Per dare un’occasione alle giovani persone che hanno formato, prima di capire insieme che cosa amano fare e quali strade professionali possono percorrere. E per riportare le arti performative dove l’accesso è più difficile: nelle aree montane e periferiche della Sicilia, creando collegamenti fra l’isola, l’Europa e il mondo.
Bruno
Quindi non cercavano soltanto un posto nuovo per un vecchio festival.
Milo
Immaginavano che cosa quel festival potesse diventare. A Zafferana Etnea avrebbe avuto nuove radici. Il lavoro nelle lingue e le relazioni internazionali di Valerio avrebbero aiutato ad aprirlo ad artisti di altri Paesi. La nuova edizione avrebbe coinvolto 25 tirocinanti, tra persone già formate e nuovi arrivi.
Bruno
Posso finalmente leggere il titolo sulla copertina? C’è scritto Ginestre.
Milo
È una pianta capace di crescere su un terreno difficile e di prepararlo ad accogliere altra vita. Dopo gli anni della pandemia, per questa famiglia significa riprendere, esserci, fare spazio. Nel 2022 torna la settima edizione di Teatri Riflessi. Il resto, Bruno, merita un capitolo tutto suo.
✦ A volte un festival ricomincia molto prima che si accendano le luci. ✦
Adesso le fotografie di Montalbano le abbiamo trovate! Quella corona, almeno per un minuto, posso provarla?
Milo
Prima raccontami che cosa hai visto: le persone in costume o i ragazzi e le ragazze che si sono fermati ad ascoltarle?
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