TEATRI RIFLESSI FESTIVAL 2026

prima serata del CONCORSO INTERNAZIONALE DI CORTI PERFORMATIVI
Giovedì 16 Luglio, dalle h. 20:45
Teatro Falcone e Borsellino, via della Montagna, 2, Zafferana Etnea (CT)
INGRESSO LIBERO

NARI CHTAHT

Moad Haddadi (Masse Art)

MAROCCO / FRANCIA

Nari Chtaht è una performance viscerale e d’impatto, in bilico tra moderazione e rivolta, basata su una potente esplorazione del movimento del ventre da parte del coreografo marocchino Moad Haddadi. È un omaggio profondo a chi vorrebbe danzare ma ne è impossibilitato; un corpo in resistenza e un’eredità di resilienza che interroga i gesti, i tabù e la memoria delle lotte.

Nari Chtaht è una performance viscerale e d’impatto, in bilico tra moderazione e rivolta, basata su una potente esplorazione del movimento del ventre da parte del coreografo marocchino Moad Haddadi. È un omaggio profondo a chi vorrebbe danzare ma ne è impossibilitato; un corpo in resistenza e un’eredità di resilienza che interroga i gesti, i tabù e la memoria delle lotte.

Concetto, coreografia e performance: Moad Haddadi

Sound design: Lara Odin e Moad Haddadi

Luci: Pubblico

Foto di: Typhen Fribault e Mbola Rakotosalama

Con il sostegno finanziario di: Città di Montpellier e “Réseau Danse Occitanie” nell’ambito del fondo per la creazione.

MOAD HADDADI

Nato in Marocco, Moad ha mosso i primi passi con l’hip-hop prima di dedicarsi alla danza contemporanea. Ha interpretato opere di Taoufiq Izeddiou, Danièle Desnoyers, Héla Fattoumi ed Éric Lamoureux (Centre Chorégraphique National di Belfort). Tra le sue creazioni coreografiche figurano Moftarak e Nari Chtaht. Concepisce la danza come un atto di resistenza e resilienza, ispirandosi alle realtà dei giovani nel Maghreb e non solo.

Nato in Marocco, Moad ha mosso i primi passi con l’hip-hop prima di dedicarsi alla danza contemporanea. Ha interpretato opere di Taoufiq Izeddiou, Danièle Desnoyers, Héla Fattoumi ed Éric Lamoureux (Centre Chorégraphique National di Belfort). Tra le sue creazioni coreografiche figurano Moftarak e Nari Chtaht. Concepisce la danza come un atto di resistenza e resilienza, ispirandosi alle realtà dei giovani nel Maghreb e non solo.

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