TEATRI RIFLESSI FESTIVAL 2026

16, 17, 18, 19 Luglio, dalle h. 16:30
Parco Comunale, via della Montagna, 2, Zafferana Etnea (CT)
INGRESSO LIBERO

VR Dance Corner

in collaborazione con ZED Festival e EN-KNAP

Due selezioni di film di danza a 360° curate in collaborazione con realtà internazionali. Un’esperienza immersiva nella danza attraverso l’uso delle tecnologie digitali.

PRO|D|ES Caravan

in collaborazione con ZED Festival

Una selezione di film di danza VR a 360° presentati a ZED Festival nel 2025. ZED Festival rinnova il dialogo tra danza e realtà virtuale con una proposta di quattro film di danza VR a 360° di produzione internazionale, frutto della selezione operata dalla direzione artistica. 
Una nuova ambiziosa selezione, con due anteprime nazionali, e il meglio di una particolarmente feconda recente produzione; quattro film di altissima qualità, dove la danza torna protagonista in profonda sintonia con la camera a 360°. Film maturi, artisticamente e tecnologicamente, e dalla grande potenza visiva e narrativa.

A simple silence by Craig Quintero (Taipei), 2024, 12’17”

Sembra una richiesta così facile: un semplice silenzio. Una quiete senza il peso del lavoro, dell’amore o della morte. Un momento intermedio. Ma abbiamo imparato che c’è un divario quasi incolmabile tra questa ambizione e la realtà della vita, che il nostro silenzio non è mai semplice. Simple Silence è il capitolo finale della pluripremiata trilogia “Just For You” del Riverbed Theatre, presentata in anteprima a Venezia nel 2022. Questa nuova esperienza VR a 360 confonde al contempo il confine tra vedere ed essere visti. Il pubblico non è un testimone dell’esperienza; è l’esperienza stessa. Un semplice silenzio ci mette di fronte al disagio delle nostre verità inevitabili, al fatto che ogni inizio implica una fine, al fatto che siamo ombre che attraversano l’oscurità.

CREDITI
Regia: Craig Quintero | Produttore: Su-Ling Yeh | Cast: Yu-Hsin Yu, Ollie Huang, Fang-Fang Lin, Yu-Shan Tsai, Yen-Yi Liang, Wei-Cih Li, Ping-Fei Hu | Scenografie: Chang-Chih Chen, Shiou-Ling Sheng | Capo elettricista: Wen-Tse Chen | Produzione: VR Funique | Responsabile del progetto VR: Liana Monique Yao | Riprese VR: William Chou, Ming-Yuan Chuan | Post-produzione VR: Ming-Yang Yeh, Ming-Yuan Chuan, Sven Huang, Nien-Chu Ciu | Montaggio VR: Ping-Ying Yen | Musica: Yu-Jun Wang
Questo progetto è supportato da Taiwan Content Plan XR Immersive Content Project e Kaohsiung Film Archive
Presentato da Kaohsiung Film Archive, Riverbed Theatre, Riverbed Theatre Ltd.

Wave
di Bart Hess e Sedrig Verwoert, NED, 2024, 3’45”

“Wave”, un film di danza psichedelico e immersivo, in cui il corpo di un ballerino viene manipolato nel tempo attraverso l’uso di ripetizione, ritardo e riposizionamento di fotogrammi. Questo crea una coreografia in cui la storia di un movimento forma un nuovo tipo di organismo.
Una coreografia di gruppo eseguita da un solo. Ogni movimento influenza la forma complessiva del gruppo. Il passato del ballerino si trasforma nella sua ombra diretta.
“Wave” sarà un film che, grazie all’uso del 3D a 360°, è più di un film che può essere visto a distanza. L’uso della realtà virtuale offre allo spettatore l’opportunità di essere un osservatore inosservato che ha il controllo visivo del tempo e può agire come regista dei movimenti e della coreografia. Una dimensione extra viene aggiunta attraverso l’uso della manipolazione digitale, che può evocare emozioni come ad esempio claustrofobia, euforia o sorpresa. Per “Wave”, Hess ha collaborato con il ballerino e coreografo Sedrig Verwoert.

CREDITI
Regia: Bart Hess | Coreografia: Sedrig Verwoert | Performers: Sedrig Verwoert & Arad Inbar | Musica: Thys de Vlieger | Creato col supporto di: Nederlands Filmfonds & Stimuleringsfonds

6 Degrees di Jamie Lee e Stanislav Dobák (BE), 2024, 11’21”

La parte 5/5 fa parte di 6 Degrees, un’installazione performativa che esplora i confini della realtà, dove la tecnologia ci spinge oltre la nostra esistenza attuale verso realtà future sconosciute. In un futuro in cui
la Terra è irreparabilmente danneggiata e la crisi climatica ha devastato il pianeta, le conseguenze irreversibili hanno costretto l’umanità a vivere in ambienti sterili controllati dall’intelligenza artificiale. Ogni respiro è un atto faticoso e il movimento stesso è ridotto a una funzione di sopravvivenza fisiologica di base. Eppure, in mezzo a questa esistenza desolante, rimane un barlume di speranza. Attraverso il disagio e l’instabilità, i movimenti grezzi e primitivi del corpo umano offrono un barlume di resilienza, suggerendo che anche nel mondo più innaturale, lo spirito umano conserva la capacità di adattarsi, resistere e prevalere.

CREDITI
Ideazione, coreografia e regia: Jamie Lee e Stanislav Dobák | Creazione e performance: Edita Antalová, Cécile Da Costa, Simona Machovičová, Marek Menšík | Musica e sound design: Martin Hůla | Costumi: Michaela Semotánová | Curatrice del progetto: Martina Hajdyla Lacová | Produttore creativo: Jiří Hajdyla | 1° AD: Ondřej Moravec | VR: Brainz Immersive studio | Camera e montaggio: Jan Čermák | Direttore della fotografia: Stanislav Dobák | Produzione: Eva Roškaňuková, Václav Sahula

Bodies of Water di Chélanie Beaudin-Quintin e Caroline Laurin-Beaucage (CAN), 2024, 10′

Il film VR BODIES OF WATER vi invita a trattenere il respiro e a lasciarvi trasportare e trasformare dall’acqua in compagnia di individui curiosi.
Al calar della notte, invadono una piscina pubblica. Questi specchi d’acqua, immersi nella massa d’acqua, trasgrediscono i limiti del loro ambiente naturale e subiscono una metamorfosi. Si cimentano poi in una danza contemporanea che li rivela in modo diverso. L’ambiente acquatico li rende flessibili e leggeri, ma anche vulnerabili e combattivi. Questa massa poetica, avvolgente e soffocante, li unisce, li separa e li costituisce.
BODIES OF WATER esplora la trasformazione dei corpi umani nella loro interazione con l’acqua, un mezzo fluido e adattabile che presenta allo stesso tempo resistenza. Vi porta sott’acqua per un’esperienza immersiva che svela una danza contemporanea insolita e altrimenti inaccessibile.

CREDITI
Direzione Artistica: Chélanie Beaudin-Quintin e Caroline Laurin-Beaucage | Direttore della fotografia: Pierre Mainville | Operatore camera: Emmanuel Béhier-Migeon (Aquamedias) | Montaggio: Chélanie Beaudin-Quintin | VFX, compositing, colorazione: Alain Baril (Studio Post-Kopic) | Costumi: Camille Thibault-Bédard | Musica: Vincent Legault | Sound design e mix: Bruno Bélanger (PRIM) | Team tecnico: Sylvain (PostPix), Louis-Philippe e Benjamin Huppé (UP2VR) | Ruoli principali: Léonie Bélanger, Rachel Harris, Jimmy Chung, Rowan Mercille, Luca “Lazylegz” Patuelli, Emmanuel Jouthe | Ruoli secondari: Emmanuelle Martin, Marie-Ève ​​Quiliquot, Diana Léon, Lorenzo Serafino, Alida Esmail, Ciro Melgaço, Cara Roy | Casa di produzione: art et essai | Produttori: Jeanne-Marie Poulain, Laurence Wells, Irène Bessone, Line Sander Egede | Associati: Anaëlle Béglet, Rémi Dufresne | Responsabile del progetto: Laurence Wells | Direttore di produzione: Laurence Wells, Juliette Tarwacki | Distribuzione: Diversione

EN - KNAP

Una selezione di film di danza VR a 360° prodotti da EN – KNAP (Slovenia).

Masterwork for Six Dancers 
di En–Knap & Csaba Molnár & Emese Cuhorka

Sviluppandosi attraverso una serie di vignette – che traggono ispirazione dalla filosofia del Bauhaus e dal Balletto Triadico – Masterwork for Six Dancers (2023) esplora i modi in cui il corpo si spoglia dei simboli culturali e dei significati sociali proiettati su di esso nel tempo. Utilizzando oggetti come costumi che ostacolano il movimento e gli conferiscono una sfumatura meccanica, il corpo rimodella la propria autonomia in un turbine di ostacoli funzionali. Le sue funzioni scivolano tra il concreto e l’astratto nella coreografia. Ogni singolo corpo è un capolavoro a sé stante, che emerge dall’intreccio tra il sé e l’ambiente. Modificando il corpo, “oggettivandolo” ed estendendolo nello spazio e nei contesti circostanti, sottomettendo e sommergendo il corpo, emergono una libertà e un’autonomia paradossali – quelle dell’arte e dell’artificio.

CREDITI

Coreografia: Emese Cuhorka & Csaba Molnár | Ideazione e performance: Mattia Cason, Tina Habun, Davide Lafabiana, Tamas Tuza, Carolina Alessandra Valentini, Nika Zidar/ Núria Capella | Regia dell’adattamento: Iztok Kovač | Montaggio e progetto grafico: Luka Umek | Musiche: Ábris Gryllus | Disegno luci: Leon Curk | Costumi: Emese Cuhorka, Csaba Molnár, Katarina Markov (Atelje d.o.o.) | Riprese 360: Omar Ismail | Presa diretta: Igor Iskra (001) | Montaggio del suono: Samo Jurca (001) | Maître de ballet: Ana Štefanec Knez | Coordinamento tecnico: Jaka Šimenc | Supporto tecnico: Omar Ismail, Leon Curk, Hotimir Knific, Fabijan Purg, Gal Škrjanec Skaberne, Aljaž Zaletel | Produttrice esecutiva: Nataša Ramovš | Produzione: En–Knap Productions

Amateur Smugglers di Iztok Kova e Sašo Podgoršek

Il 16 settembre 1947 è il giorno in cui la nuova linea di confine divise Gorizia: una città divenne due paesi. Per quasi un decennio, parenti, amici e amanti furono completamente separati. Eppure, le persone trovarono il modo di superare il confine — con immaginazione, coraggio e calore umano. Questa è una delle loro storie: Il 13 agosto 1950, circa 5.000 residenti di Nova Gorica, Solkan, Šempeter, del Carso, del Brda e delle valli circostanti attraversarono pacificamente il confine alla Casa Rossa di Rožna Dolina. Nel giro di poche ore si ricongiunsero con i parenti e acquistarono beni di prima necessità, tra cui scope di saggina. Fu in quella giornata di sole che queste scope diventarono il simbolo che il confine poteva — almeno per un momento — essere semplicemente “spazzato via”. Amateur Smugglers 360 ci invita a osservare più da vicino il confine: attraverso il corpo, la memoria e la tecnologia. Per entrare in storie in cui uno spazio diviso si trasforma in uno spazio di comunità, gioco e umanità. Entra nell’esperienza VR. Guarda, ascolta e incontra un confine senza confine.

CREDITI

Ideazione e Regia: Iztok Kovač, Sašo Podgoršek | Co-creatori e Performer: Mattia Cason, Tina Habun, Fiona MacBride, Carolina Alessandra Valentini, Nika Zidar | Comparse: Residenti del Comune di Miren–Kostanjevica, giovani locali di Gorizia e Nova Gorica | Riprese VR e Post-produzione: Luka Umek (Komposter) | Costumi: Katarina Markov (Atelje d.o.o.) | Presa diretta: Matic Berus (001) | Montaggio del suono: Samo Jurca (001) | Grafica: Marko Damiš | Responsabile della comunicazione: Valerija Intihar | Maître de ballet: Ana Štefanec Knez | Produzione: En–Knap Productions | Coproduzione: ArtistiAssociati Centro di Produzione Teatrale | Produttrici esecutive: Karmen Keržar (En–Knap Productions), Sara Pastorcich (ArtistiAssociati) | Ringraziamenti: | Mauricij Humar, Sindaco (Comune di Miren–Kostanjevica) | Mag. Ariana Durnik, Direttrice (Istituto Pubblico Miren Kras) | Irena Škvarč, Direttrice (Biblioteca Pubblica di Nova Gorica / Goriška knjižnica) | Location: Miren, Cimitero di Pristava e Piazza Transalpina (Europe Square) a Nova Gorica e Gorizia | Il progetto Amateur Smugglers 360 è basato sulla performance di danza Amateur Smugglers del gruppo di danza En–Knap e del duo italiano Silvia Gribaudi / Andrea Rampazzo.

Glorious Epic Wet di En–Knap & Sofia Mavragani

Tempestuosa e fisicamente carica, l’opera propone un’epica diversa — scritta da molti corpi che navigano insieme l’instabilità. Attraverso l’esperienza VR360, il pubblico entra dall’interno nel fluido paesaggio coreografico, incontrando in prima persona le mutevoli relazioni di distanza, esposizione e collettività dell’opera. La gloria non è più monumentale; sorge nell’interconnessione, nella resistenza condivisa e in fugaci solidarietà all’interno di un terreno incerto. Al centro vi è una domanda urgente: chi si fa carico del peso del collasso? Mentre le narrazioni dominanti del potere si sgretolano, la figura sovrana cede il passo a una fragile pluralità che negozia insieme la sopravviva. L’acqua diventa un motivo teatrale e visivo carico di tensione, evocando il pathos dell’eroismo classico e della rappresentazione monumentale. La sua presenza altera ritmo e resistenza. I corpi scivolano, si sostengono, si scontrano e si riorganizzano, ricalibrandosi tra solidità ed esposizione. La collettività emerge non come armonia, ma come adattamento sotto pressione. La coreografia si muove tra densità e dispersione, unisono e frattura, suggerendo una comunità in costante assemblaggio e disassemblaggio.

CREDITI

Ideazione e coreografia: Sofia Mavragani | Regia della performance 360: Iztok Kovač | Danzatori: Plesna skupina En–Knap (Tina Habun, Fiona Macbride, Carolina Alessandra Valentini, Nika Zidar, Mattia Cason, Matija Franješ), April Veselko, Tjaša Bucik, Tara Ukmar, Semina Rizou, Sebastian Zamaro Maître de ballet: Ana Štefanec Knez | Musiche originali: Thalia Ioannidou | Suono: Martin Vovk, Samo Jurca (001) | Produzione video 360: Omar Ismail | Costumi: Katarina Markov (Atelje d.o.o.), Sofia Mavragani | Produzione: En–Knap (Stage360)

Branded di En–Knap, Iztok Kovač

Il sistema produce. Produce numeri, profitti, persone, masse. Produce di più, produce troppo, produce in modo superfluo. Ma non importa dove ci si trovi nel sistema, non importa dove si sia bloccati o costretti a uscire dal sistema, la forza, l’obbligo rimane: si consuma. Coloro che sono superflui consumano. Coloro che non consumano vengono marchiati. In un’interconnessione coreografica di movimento, parole e musica, Branded assume posizioni personali e sociali, situazioni in cui il “superfluo” e il “marchiato” sono un sintomo, un effetto del sistema, dei suoi antagonismi, delle sue lotte, dall’economia del comfort e dei disoccupati alla democrazia della scelta e dei senzatetto. Chi è l’ultimo a cui rinunciamo quando abbiamo rinunciato a un essere umano? Branded è stato creato nell’ambito del progetto Stage360 e si basa su The Superfluous, una performance tratta dal saggio L’uomo superfluo di Ilya Troyanov.

CREDITI

Ideazione e regia: Iztok Kovač | Performance e ideazione: Mattia Cason, Tamás Tuza, Carolina Alessandra Valentini, Tina Habun, Davide Lafabiana, Nuria Capella Florensa e il musicista Damir Avdić | Cast originale: EN-KNAP Group (Mattia Cason, Luke Thomas Dunne, Rada Kovačević, Tamás Tuza, Carolina Alessandra Valentini, Tina Habun) e i musicisti: Damir Avdić, Boštjan Gombač, Tomaž Grom | Musiche originali: Damir Avdić, Boštjan Gombač, Tomaž Grom | Montaggio: Andrej Lamut, Iztok Kovač | Elaborazione immagini, effetti visivi e sonori: Omar Ismail | Scenografia: Niko Novak | Riprese: Marko Cafnik | Disegno luci: Stanko Herceg, Andrej Lamut | Costumi: Katarina Markov (Atelje d.o.o.) | Presa diretta: Miha Rudolf (001) | Montaggio del suono: Samo Jurca (001) | Foto: Andrej Lamut | Responsabile del progetto: Iztok Kovač | Riprese e montaggio: Andrej Lamut | Grafica, effetti e coordinamento tecnico: Omar Ismail | Presa diretta e montaggio del suono: 001 | Assistenza e consulenza sull’uso della tecnologia VR: Marko Cafnik & Multiversum | Supporto tecnico e di produzione: Centro Culturale Španski borci | Prodotto da: En–Knap Productions | Produttrice esecutiva: Nataša Ramovš

Il VR Dance Corner è realizzato in sinergia con ZED FESTIVAL Bologna in collaborazione con COORPI Torino e CRO.ME – Cronaca e Memoria dello Spettacolo Milano nell’ambito del progetto PRO|D|ES Danza – Promozione Digitale Danza Estesa, e con EN-KNAP (Slovenia)

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