Vacuum

20 minuti

di e con Ilenia Romano

produzione IterCulture
con il sostegno di Viagrande Studios

L’assenza apparente di un Essere dal sentire sfocato
che urla forte nel silenzio
di un uovo.
Una gestazione muta, faticosa, perenne.
Un parto non avvenuto.
Una Parola non emessa. Un gesto non fatto.

VACUUM è un assolo che trae ispirazione dal personaggio di Elena di Troia.

Vuole essere un’ode a chi oggi non ha la forza di far cantare la propria voce, a chi non si sente mai a casa, a chi fluttua come presenza evanescente in costante vuoto da riempire, a chi cerca il vero Sé e una sua collocazione nelle relazioni che costellano la vita, a chi resta fantasma di sé stesso nonostante l’immane sforzo di affermazione.

VACUUM è un gioco sull’annullamento e il rafforzamento di parti di sé, del proprio corpo, del proprio sentire, nel tentativo di sparire e apparire agli occhi degli altri, deformarsi e riformarsi, raffinando virtù innate o costruite, attuando cambiamenti fisico-estetici e di attitudine che nascono dalla Necessità.

È un moto di ricerca, così antico quanto attuale, di (im)possibile e permanente autoliberazione da sé stessi.

<<Mi inquietavano quella impressione di vuotezza,
quel corpo senza espressione, quel muoversi quasi senza volontà, quello sradicamento strano in un personaggio così amato e così desiderato.
A differenza di tutte le altre grandi  protagoniste della tragedia (penso a Medea, Ecuba, Fedra, Cassandra),
Elena si sottraeva, sfuggiva e non aveva parole, almeno non parole che
riuscissero finalmente a darle un volto: l’espressione di un volto, non solo la bellezza acclarata da tutti.
Si aveva l’impressione che non Elena esistesse,
ma le reazioni degli altri, le immagini degli altri, i racconti degli altri, i comportamenti degli altri
in suo nome>>.

da Patrizia Politelli,
Elena. Laddove la parola manca.

Coreografa e interprete

Ilenia Romano

WhatsApp
Send via WhatsApp